Intervista a Jennifer Egan

by redazione

{Il nostro #50 fu un numero di sole interviste: fatte alle persone che ci avevano aiutato, anche incosciamente, influenzandoci, durante questi 50 numeri: Gianluca Didino intervistò per noi Jennifer Egan, che nel 2011 ha vinto il Premio Pulitzer. Su Twitter vi avevamo promesso che l’avremmo pubblicata: eccola.}

439px-Jennifer_Egan_Occupy_Wall_Street_2011_ShankboneIl tempo è un bastardo è un libro incredibilmente coraggioso. Parte di questo coraggio sta nel fatto che hai scelto di trattare un tema enorme come quello del tempo rinunciando in maniera pressoché totale all’ironia come strumento privilegiato di approccio ai problemi. In un’intervista al Mucchio Selvaggio hai detto che, ti cito, «l’ironia distrugge i significati e uccide la differenza» e che tu scrivi «da un punto di vista di fede». Potresti spiegarci meglio cosa intendi?

Credo che utilizzare un approccio ironico porti a una perdita di vicinanza. Nell’ironia è insita una distanza che alla fine diventa noiosa e produce un effetto che è esattamente l’opposto di quello che voglio quando scrivo: invade totalmente la privacy delle persone. Ciò che a me interessa è scavare nel profondo dei miei personaggi e muovermi liberamente, mentre l’ironia relega lo scrittore su una specie di isola dalla quale è impossibile andarsene. Gli strumenti che utilizzo di più nel mio lavoro (e questo credo che sia vero per tutti i miei libri) sono l’empatia e lo straniamento, nel senso che non scrivo mai di mie esperienze dirette e quindi devo trovare un modo per rendere comprensibili e interessanti punti di vista lontanissimi dal mio. Per questo non ho mai sentito la necessità di utilizzare l’ironia, tranne forse come una trappola da tendere a qualcuno. Prendi ad esempio Jules Jones. Lui prova a essere ironico, e più o meno ci riesce, ma tutto crolla perché non riesce a mantenere le distanze – e voglio dire in senso letterale. Credo che questo episodio possa essere interpretato come un caso di fallimento del distacco ironico come espediente letterario. Read More

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