Le mille domande ad Alan Pauls

by Tamara Viola e Giacomo Buratti

Sono le 6:45 di mercoledì 19 novembre. I miei vicini stanno tormentando il loro piccolo bambino gemente e piangente con la sigla dei Barbapapà. Ogni mattina è una sconfitta contro l’orologio e contro la vita. Ma oggi è diverso, oh sì che è diverso; non perché sfonderò il muro di pugni urlando: «Adesso chiamo la Polizia!» ma perché intervisterò Alan Pauls in compagnia del mio fidato amico e sodale Giacomo Buratti.
Passo circa trentacinque minuti a osservare la mia chioma: non posso presentarmi con un’acconciatura indecente davanti all’autore di Storia dei capelli.

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Sono le nove e un quarto e il treno regionale per Roma è in ritardo di cinque minuti. Cinque minuti non sono niente. Cinque minuti sono l’ultimo degli incidenti che ti possono capitare su un regionale. Il treno delle nove e un quarto poi è relativamente tranquillo. È troppo tardi per i ragazzini che si passano i compiti prima di entrare a scuola e troppo presto per i ragazzini che a scuola l’hanno sfangata e quindi sono carichi di adrenalina, sudore e musica di Pitbull sparata dai telefoni. Il treno delle nove e un quarto è quello dei ragazzi un po’ più grandi che hanno sempre l’aria di non essere dove dovrebbero (a letto o in classe) e di quelli che scendono al San Filippo Neri o al Gemelli per andare a trovare nonna che si è rifatta l’anca o a farsi vedere la spalla che non funziona più tanto bene. A me tocca la signora che chiede di sedersi nel posto vicino al mio perché se non si mette nella direzione del treno poi vomita, e una ragazza davanti a me che legge Dan Brown in edizione flipback Mondadori. Niente di grave. Read More

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Intervista a Violetta Bellocchio

by Tamara Viola

All’inizio di quest’anno è uscito un libro molto bello: si intitola Il corpo non dimentica e l’ha scritto Violetta Bellocchio. La storia di una dipendenza che è la sua ma anche la nostra.
Abbiamo intervistato Violetta e le abbiamo fatto qualche domanda, tra un brano dei Massive Attack e una citazione di Jerry Stahl.

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Not your dolls, baby!

by Tamara Viola

Ehi voi, ciao! E’ primavera, lo sapete? Avete già fatto il cambio degli armadi o come me avete dato fuoco a tutto pensando che fosse il momento giusto per cambiare stile? Il 16 maggio, alle 18 in via degli Zingari 51/b nel cuore del rione Monti a Roma apre il nuovo negozio delle Not your dolls!

Come chi sono?!? Ah, benedette ragazze, per fortuna c’è inutile ad illuminare la vostra strada verso la moda!

Not your dolls sono Paola e Federica Ravanelli, sorelle, romane, con la passione per l’abbigliamento e gli accessori.

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Fruhlla, trita e sminuzza con Fruhling design!

by Tamara Viola

Noi di inutile non dormiamo mai. Leggiamo, scriviamo, vaghiamo per gli sperduti campi del Tennessee dell’internet alla ricerca di novità che vi facciano spalancare gli occhi come bambini, roteare in preda al delirio, danzare ebbri nei prati. E poi, si sa, quando c’è una donna in redazione non se ne esce vivi. Ecco perché oggi vi racconto di Fruhling Design.
Cos’è o chi è Fruhling Design? Si chiama Simona Spinola, vive a Madrid e adora la moda vintage e, non solo! trasforma capi che non pensereste di indossare nemmeno sotto tortura in creazioni che tutte vi invidieranno.
Fruhling Design è un blog che nasce in seguito alla constatazione dell’esplosività dell’armadio della giovinetta. Racconta Simona: «Causa insonnia, mi ritrovavo negli stand più sgarrupati del Rastro- il mercatino second hand domenicale di Madrid- a sgomitare con vecchie baffute. L’obiettivo? Accaparrarmi abiti abbandonati dalle senoras over 70». Niente pizzi, camiciole di seta o gonne a pieghe: qui si parla di abiti informi che, una volta passati dalle mani di Simona, con l’aiuto della sua fidata Singer, mutano in mise originali.


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Intervista a Stefano Sgambati

by Tamara Viola

youporn_is_watching_you__2125Le copertine dei libri con i capezzoli in bella vista. Tutti le guardiamo: giovani, vecchi, maschi, femmine, bambini, animali, gente delle riviste. Appartenendo io ad un paio delle specie elencate, non potevo di certo resistere a Fenomenologia di Youporn. E siccome sono generosa, ho intervistato l’autore, Stefano Sgambati, solo per voi.

Non posso che cominciare chiedendoti qual è la tua categoria di You Porn preferita.
Sono una persona banale, non ho nessun estremo di originalità: non ho mai dato un pugno a nessuno in vita mia, nemmeno una spinta (anzi, una spinta sì, dentro a una discoteca, ma se la meritava e comunque era proprio una spintarella già frignona in partenza, senza pretese, più estetica che concreta), non sono mai scappato di casa, non ho mai saltato un giorno di scuola senza permesso di mia madre; l’unica cosa veramente estrema e coraggiosa che abbia mai fatto è stato viaggiare su un volo Havana-Roma con la diarrea (ora che ci penso in quinto Ginnasio presi ½ a una versione di greco. “Mezzo”, non so se mi spiego: il bello è che mi alzò la media). Banale, sono, banalissimo: sono uno di quelli che ha sempre votato alle elezioni per il partito che poi ha perso, ho vinto un solo scudetto in vita mia, da tifoso di calcio, e credo anche che sarà l’ultimo, non ho mai fatto una scelta davvero vincente, esemplare, anticonvenzionale, temeraria. Per questo la mia categoria preferita di Youporn non poteva che essere quella con le lesbiche. Read More

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«La misura del danno», di Andrea Pomella

by redazione

{di Tamara Viola}

la-misura-del-danno-copertinaIn queste lunghe giornate di disoccupazione romana, mi ritrovo con poche cose da fare.
Dopo aver mandato quindici lavatrici a mezzo carico per avere qualcosa da stendere, stirato lo stirabile, aver rifatto il letto quattro volte e aver spolverato tutti i mobili esistenti in questa casa, mi restano solo due opzioni: fumarmi tutte le sigarette disponibili o leggere.
Ho scelto la seconda intervallata con la prima. Vabbé, ma cosa hai letto, direte voi, un manuale di economia domestica? No, ho letto La misura del danno di Andrea Pomella. Read More

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Quant’è bella Roma

by redazione

{di Tamara Viola}

Roma che gioca a farti infatuare, con i suoi vicoli, le sue risate, i suoi fiorai aperti di notte. Roma che ti stordisce con la sua storia, le canzoni strillate, le possibilità, mille più una. Roma che quando ci sei, poi, ti colpisce senza pietà.
Si approfitta di te, della tua ingenuità, di quella tendenza alla bontà tipica di coloro che hanno vissuto in piccoli borghi. Tu fai del bene (almeno credi) e lei ti punisce.
Ti fa salire su un bus pieno di vecchiette dai bastoni minacciosi, ti fa incontrare uomini che conoscono il segreto per scongiurare le fughe di gas, ti fa incrociare commessi che le devono provare, le tue fottute bacchette, prima di vendertele. Read More

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«I provinciali», di Ilaria Giannini

by redazione

Giannini_primacop{di Tamara Viola}

Ci sono libri che suonano una musica, quella dei ricordi.
Un ragazzo con un grosso ciuffo che gli nasconde un po’ gli occhi. Impugna una chitarra e guarda lei. Canta: “la senti questa voce/ chi canta è il mio cuore/ amore amore amore è quello che so dire/ ma tu mi capirai”. Gli occhi umidi.
Bozzano, nell’entroterra della Versilia, con le sue colline e i suoi acquitrini, il riflesso del lago di Massaciuccoli a fare da sfondo.
Un uomo e una donna. Si sposeranno, avranno dei figli, lavoreranno, costruiranno la loro casa con mille sacrifici, invecchieranno.
Gli affanni dell’esistenza saranno cancellati dal sorriso dei nipoti, seduti ogni domenica attorno ad una grande tavola. I tordelli al sugo fumanti, le chiacchiere, i battibecchi. La luce del sole che scalda i vetri. Fuori i melograni, la vita di provincia. Read More

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«Storia dei capelli», di Alan Pauls

by Tamara Viola

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Capelli.
Quanto possiamo capire di una persona guardandoli? Lunghi, corti, ricci, lisci, con le meches, lo shatush, rossi, verdi, azzurri, fucsia, fluenti, radi, a bonbon stile Marie Antoinette, con la coda di cavallo, lo chignon, a spazzola, oppure nulla, con tutto il cuoio capelluto che splende nelle giornate di sole.
Si dice sempre che quando la vita cambia le donne cambiano taglio di capelli.
E gli uomini, invece? Read More

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“Comunque vada non importa”, la recensione

by redazione

{di Tamara Viola}

Un casale in campagna, una gallina da sgozzare, un fratello con il quale correre, le puntate di Sailor Moon da guardare. Hai pochi anni ed impari a farti le trecce, perché una bambina deve saperle fare, certe cose.
Sei felice quando ti graffi le ginocchia cadendo e l’erba ti sporca il vestitino. Poi diventi grande e il mondo non è quella tetta calda che pensavi di poter succhiare.
Devi decidere, devi crescere, devi muoverti. Devi fare.
Ma tu non lo sai, cosa. Ti guardi allo specchio e sei brutta. Forse non sei neppure intelligente. Nemmeno gli altri lo sono, in fondo, e tu non sei peggio di loro, ma ti manca il fiato per correre. Read More

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