$oldi: Peppe Fiore

by redazione

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[lightgrey_box]Letteratura e soldi non vanno d’accordo, ed è una brutta cosa. Negli scorsi numeri ne abbiamo parlato con alcuni scrittori: adesso lo faremo qui sul sito, pubblicando le interviste già fatte e poi intervistando nuovi scrittori.[/lightgrey_box]

Quanti soldi hai nel portafoglio in questo preciso momento?
60 centesimi.

Se ne hai, quanti ne spenderai in libri?
Ormai i libri in libreria li compro solo alla stazione quando sto prendendo un treno. Sennò sempre ibs.it

Hai un ebook reader? Se sì, qual è il criterio secondo cui compri un libro in edizione digitale e non in edizione cartacea?
No, ma mi sa che tra un po’ ci scappa il Kindle.

Una maggiore quantità di soldi farebbe bene alla tua scrittura?
Sì, certo. Sono molto insicuro delle mie doti di scrittore. Perciò, per uno strano automatismo cattolico, più mi pagano meno mi sento di essere una truffa.

Qual è la cifra più alta che hai guadagnato grazie alla scrittura?
Diecimila lordi.

Una persona a cui vuoi bene si ammazza. Decidi di raccontare la sua storia in un romanzo. Il romanzo va molto bene e guadagni parecchio. Ti senti in colpa? 
No, zero. Non credo nei sensi di colpa. 

Fai altri lavori che non c’entrano con la scrittura? Se no, è perché ti basta la scrittura, perché sei ricco di famiglia o perché momentaneamente non trovi altro?
Campo solo di scrittura, anche se il grosso dei soldi viene dalla tv.

Hai mai fatto il ghostwriter? Quanto hai preso?
No mai. Ma leggevo un pezzo ieri su un giornale, lo farei volentieri se mi pagano bene.

Scriveresti mai un libro con l’unico scopo di non dover restituire l’anticipo? 
L’anticipo grazie a dio quando te lo danno non lo devi restituire anche se non vendi una copia. BTW, se ho capito che intendi, tutte le cose che scrivo sono fatte per non restituire l’anticipo.

L’intervistato

È nato a Napoli nel 1981 e vive a Roma, dove lavora in una società di produzione televisiva. Il suo primo romanzo è La futura classe dirigente (minimum fax, 2009). Per Einaudi è uscito Nessuno è indispensabile (2012), suo secondo romanzo. 


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