Come succede con le stelle

galassia

Il presente non esiste. È un’illusione percettiva. L’approssimazione più attendibile al presente assoluto che crediamo di abitare, istante per istante, sono le immagini del mondo che prendono forma nella nostra coscienza, le immagini mentali. Tutto il resto – parlare con una persona, sentire la sua voce, vedere un oggetto – è filtrato da un tempo infinitesimale che riporta queste esperienze nel passato. Il riflesso della luna ci raggiunge con un secondo di ritardo, la luce solare con otto minuti.

Lo racconta un astronomo in Nostalgia de la luz – documentario cileno vincitore dell’European Film Awards 2010. Il suo lavoro è sottoposto a questa dissociazione: osserva il passato in diretta; quello che vede è in realtà già successo, una stella che irradia le lenti del suo telescopio mentre non è più che residuo spento, abbandonato all’oblio di una galassia distante qualche secolo dalla nostra. È l’ironia che avvicina la sua scienza all’archeologia, rivolte entrambe al passato, una ne cerca le tracce in cielo, l’altra sulla terra. Approfondisci

numero 56

56fronte

Cosa volete che siano, tre mesi di ritardo sul numero di gennaio? Ok, siamo in difetto: ma stavamo lavorando per rinnovare tutto, siamo sicuri che ci siamo già fatti perdonare.

Come sempre: il numero è riservato ai soli abbonati. Se avete un abbonamento in regola e avete fatto un account al sito, dobbiamo autorizzare il vostro account perché possiate accedere alla parte del sito dove teniamo i file (battete un colpo). Se dovete rinnovare o non siete ancora soci: meglio che vi togliate il pensiero! 🙂

Il #56 andrà in stampa tra una settimana: nel frattempo raccoglieremo i nuovi abbonamenti, così da sapere quante copie stamparne. La versione in ebook però la trovate subito, alla pagina del vostro account. Di seguito, l’editoriale. Approfondisci

Gli aforismi di Vujadin Boškov

Abbiamo appena saputo della morte di Boškov: e ci dispiace davvero. Nel #49 pubblicammo la lista di Danilo Deninotti, che conteneva le venti migliori frasi dell’allenatore: per rendergli omaggio, le ripubblichiamo qui.

  1. Questa partita la possiamo vincere, perdere o pareggiare.

  2. Scendete in campo e sparpagliatevi.

  3. Un giocatore con due occhi deve controllare il pallone e con due il giocatore avversario.

  4. Rigore è quando arbitro fischia.

  5. Se vinciamo siamo vincitori se perdiamo siamo perditori. Approfondisci

$oldi // Francesco Pacifico

$oldi

[lightgrey_box]Letteratura e soldi non vanno d’accordo, ed è una brutta cosa. Negli scorsi numeri ne abbiamo parlato con alcuni scrittori: adesso lo faremo qui sul sito, pubblicando le interviste già fatte e poi intervistando nuovi scrittori.[/lightgrey_box]

Quanti soldi hai nel portafoglio in questo preciso momento?
8 euro.

Quanti ne spenderai in libri nei prossimi tre mesi?
Pochissimi. Sto rileggendo classici e libri regalati da case editrici.

Hai un ebook reader? Se sì, qual è il criterio secondo cui compri un libro in edizione digitale e non in edizione cartacea?
Kindle da 100 euro per leggere PDF di libri in uscita da recensire. Non ho ancora comprato niente.

Una maggiore quantità di soldi farebbe bene alla tua scrittura?
Poco di più, sì. Ma costante.

Qual è la cifra più alta che hai guadagnato grazie alla scrittura?
Per l’ultimo libro ho guadagnato in tutto come tre anni di stipendio da redattore. Ci ho messo tre anni a scriverlo. E sono stato fortunatissimo.

Una persona a cui vuoi bene si ammazza. Decidi di raccontare la sua storia in un romanzo. Il romanzo va molto bene e guadagni parecchio. Ti senti in colpa?
No.

Fai altri lavori che non c’entrano con la scrittura? Se no, è perché ti basta la scrittura, perché sei ricco di famiglia o perché momentaneamente non trovi altro?
Scrivo su giornali e traduco. Non pago l’affitto.

Hai mai fatto il ghostwriter? Quanto hai preso?
No.

Scriveresti mai un libro con l’unico scopo di non dover restituire l’anticipo?
No.

L’intervistato

È nato a Roma nel 1977, dove vive. Scrive su Rolling Stones e il Sole 24 Ore. Ha tradotto Will Eisner, Dave Eggers, James Brown, Ray Charles, Sarah Vowell, Rick Moody, Henry Miller.

Niente romanzi per tifosi di calcio

stadium

Gli aspiranti romanzieri raramente ricevono feedback da agenti o case editrici, ma una persona a cui devo molto mi ha detto che i romanzi sul calcio non sono commerciabili perché gli appassionati di calcio non leggono romanzi. Divorano biografie e autobiografie (quasi interamente scritte da ghost-writer e quindi anch’esse opere di finzione?) ma non romanzi.
Tutto questo sarà anche in parte vero, ma non sarà perché non ci sono poi così tanti esempi di romanzi sul calcio in giro? O ai tifosi di calcio non piacciono davvero i romanzi dopo che smettono di leggere fumetti? Approfondisci

E non abbiate paura

borges

Solo una cosa no hay. Es el olvido.
Solo una cosa non c’è. È l’oblio.

Moviola letteraria. A pagina 12 di Borges – non c’è nessuno allo specchio, Jorge Luis Borges considera il suo ultimo compleanno (festeggiato da “intere pagine e supplementi”, come ricorda il suo intervistatore) un’occasione “molto triste”:

Ottant’anni sono come una lapide.

Poco più avanti confida che gli basterebbe solo un anno di più, e quando Joaquin Soler Serrano gliene augura molti altri, Borges risponde:

No, questo non lo vorrei.

Non penso che 6 anni in più gli abbiano dato fastidio: sei anni che gli hanno permesso la pubblicazione di diversi titoli, gli hanno elargito altre onorificenze (certo, cos’è il prestigio per chi colora il buio e disegna labirinti nel cielo?), gli hanno permesso soprattutto di sposare la donna che l’ha accompagnato nel crepuscolo.
Ai fini di questo pezzo, è sufficiente sapere che Maria Kodama conobbe Borges quand’era molto giovane. Lei era una studentessa sull’onda dei vent’anni, lui un cieco professore di letteratura islandese – anche se, soprattutto, Borges era già Jorge Luis Borges. Si sposarono molto tempo dopo, nel 1986, anticipando di poco la morte dello scrittore. Approfondisci