La penisola Kurt Cobain

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Quando ho visto I diari della motocicletta avevo ventidue anni, i polmoni ancora gonfi di slogan da manifestazione liceale e una maglietta di Che Guevara che cominciava a sbiadire nell’armadio. L’idea che quello che per me allora era un idolo indiscusso e indiscutibile potesse avere avuto una dimensione umana antecedente al mito, mi sconvolse.
Finisco di leggere Kurt Cobain. Quando ero un alieno che di anni ne ho 31, i Nirvana li ascolto una volta ogni tanto e Kurt Cobain ha smesso di essere un idolo da parecchio tempo. Eppure, in un certo modo, l’effetto è lo stesso. Approfondisci

numero 55

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Sì, è un poco in ritardo: ma perché stavamo aspettando che succedessero delle cosine tecniche che ancora non sono successe e anziché aspettare per sempre, abbiamo deciso di lanciare il numero. Ché non è giusto che i nostri soci debbano aspettare ancora!
Adesso la presentazione del numero con parole da snob: il numero 55 di inutile è impreziosito da racconti di Jonathan Papernick, Angelo Calvisi, Andrea Fabiani, Carmine Bussone, un articolo di Gianluca Didino, la solita certezza della Micronarrativa di Andrea Maggiolo, l’intervista sui soldi a Matteo B. Bianchi, e un gioiello di copertina di Sara Pavan.
Il numero è a disposizione dei soci di INUTILE » associazione culturale, l’unica associazione che piange di gioia quando ti unisci a loro. Se volete farci piangere di gioia, andate a questa pagina.
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Giù i mignoli, o: dell’arte di bere vino in lattina

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{di Rachel Swaby}

{Questo pezzo è stato pubblicato originariamente il primo novembre su Core77. La traduzione è di Elisa Sottana, col permesso dell’autrice e dell’editore. Le foto provengono dal sito e dall’account Instagram di Union Wine Co.}

Circa un anno fa Union Wine Co. decise che era necessario modificare l’immagine del loro marchio. Fin da quando l’azienda era stata aperta in Oregon nel 2005, aveva adottato un approccio non sofisticato al vino, ma si accorsero che il loro messaggio ai consumatori avrebbe potuto essere più chiaro. All’inizio di quest’anno, durante una sessione particolarmente accesa di brainstorming, idearono lo slogan “pinkies down” (giù i mignoli) e un nuovo coraggioso metodo di distribuzione: il vino in lattina. Approfondisci

Storia delle maglie: l’Inter

“Questa notte splendida darà i colori al nostro stemma:
il nero e l’azzurro sullo sfondo d’oro delle stelle.
Si chiamerà Internazionale,
perché noi siamo fratelli del mondo.”

Giorgio Muggiani

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Ricordo di essere stato soddisfatto la prima volta che ho visto una maglia dell’Inter. Le righe verticali nere-e-azzurre sembravano un’immagine perfettamente speculare di quelle rosse-e-nere dei rivali locali del Milan, e presentavano fin da subito le due squadre come due facce della stessa città – chiaramente agli opposti, ma con più cose in comune di quante entrambe volessero ammettere. Pensai ingenuamente che i due club fossero giunti a un accordo civile sulla simmetria dei colori. Approfondisci