Cargo Collective e l’autostima

by Sara Pavan

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Una volta per tutte: no, la propria pagina facebook non vale come sito / portfolio / biglietto da visita. No, no e poi no. Al giorno d’oggi chiunque abbia, od aspiri ad avere, un posto nel settore dell’arte, che sia arte cinematografica, fotografica, culinaria o quant’altro, deve avere un sito. E come sito va bene anche un blog, però, con tutti i servizi ben più evoluti che ci sono, ci vuole proprio poco a fare quel passetto in più, senza spendere nemmeno un euro.

Al momento il non plus ultra delle piattaforme gratuite è Cargo Collective (e non sono io a dirlo, leggete qui la top 9): un nome, un perché. Cargo Collective si concepisce infatti come una comunità creativa composta da soci più che come un servizio a tutti i costi. Ciò traspare dalle stesse modalità di iscrizione che hanno la spiazzante autorevolezza di quegli artshop radical chic davanti ai quali si resta impalati a chiedersi se si è sufficientemente fighi per entrare, soprattutto se non accompagnati da qualcuno già del giro.

Non so se abbiano mai rifiutato una richiesta, comunque per avere il proprio portfolio presso di loro bisogna compilare una entry form in cui è richiesta una breve descrizione della propria figaggine (non esattamente in questi termini). Non so dirvi molto di più perché non mi sono sentita degna di compilarla.
Non giudicate il servizio dalla sua homepage, volutamente uncool, ma dalla gente che lo usa, come il tipo che ha fatto il murales per Google Big Tent 2012 (Moross), o questi tizi che collaborano con la Nike (MmD) o questo fotografo che scatta ritratti a gente come Tilda Swinton e George Clooney (Peter Hapak). Trovate i top users qui.
Direi che far parte di Cargo Collective è il primo passo per entrare nel circuito indie artistoide mondiale. Prima però un esame di coscienza: ve lo meritate?

Il murales per Google.

Il murales per Google.

I tizi che collaborano con la Nike.

I tizi che collaborano con la Nike.

Il fotografo che fa i ritratti a Tilda Swinton, tra gli altri.

Il fotografo che fa i ritratti a Tilda Swinton, tra gli altri.


Sara Pavan

Atipica fumettista, musicista da strapazzo, libraia part-time senza contratto, fa parte del gruppo ernestvirgola. Per inutile cura la rubrica cartacarbone.