Avete anche Miss Piggy?

k-bigpic

Abbiamo trovato un pezzo sul centro commerciale utilizzato durante le riprese di Blues Brothers: qualcosa già sapevamo (come il fatto che avesse chiuso l’anno prima delle riprese), ma è una storia interessante e ci sono foto meravigliose. Perfetta per una giornata piovosa!

Un po’ di informazioni sul centro commerciale dei Blues Brothers: era chiamato Dixie Square Shopping Center ed è ad Harvey, Illinois, un sobborgo a sud di Chicago. Rimase aperto soltanto 13 anni prima di chiudere nel 1979…

{continua a leggere l’articolo originale}

original

Ferma nel tempo

531x353xscreenshot-2012-05-09-at-16.20.07.jpg.pagespeed.ic.0QeJEbt3i7

Alcuni anni fa a Pigalle, il quartiere di Parigi, è stata aperta la porta di un appartamento chiuso da settanta anni. Era di proprietà di un’anziana signora morta a 91 anni nel sud della Francia: aveva abbandonato l’appartamento parigino pochi anni prima che scoppiasse la seconda guerra mondiale, per non farvi più ritorno. Alla sua morte gli eredi sono entrati nell’appartamento e hanno ritrovato tutto esattamente come quando fu lasciato: settanta anni prima.

Non si sa perché la signora scappò da Parigi: a rendere più misteriose le cose c’è un quadro, trovato nell’appartamento, a opera di Giovanni Boldini, di cui la nonna fu musa ed evidentemente amante.

L’articolo completo lo potete leggere qui: e vale la pena.

553x346xscreenshot-2012-05-09-at-16.23.29.jpg.pagespeed.ic.g41npFsiLs

{l’articolo è stato corretto secondo quando scritto da angelo nel commento qui sotto}

Deriva situazionista videoludica

Fallout-New-Vegas-Take-the-Explorer-Perk-2-370147_481x230

Ho attraversato il Deserto del Mojave avanti e indietro ormai decine di volte, da Nipton andando a nord, verso Primm e da lì verso quel che rimane del Nevada, giorno e notte, camminando incessantemente per decine di miglia in compagnia solo di un cane e un ex-soldato Californiano. Non si è aperto molto con me, nonostante io l’abbia aiutato con una brutta faccenda che riguardava sua moglie, ma non mi posso lamentare, ci sono altri viaggiatori che non disprezzano scambiare due parole e qualche bottiglia di acqua purificata, per il giusto prezzo.
Non è nemmeno la prima volta che per mesi abbandono quello che stavo facendo solo per trovarmi a camminare chilometri e chilometri in ambienti pericolosi, vuoi per il troppo caldo, per il freddo intenso o per i maniaci che assalgono i viandanti lungo le strade meno battute.
Prima del Mojave ho passato mesi a correre per le gelide Pianure del nord di Tamriel e prima ancora ho dormito spesso lungo le strade della Costa della Spada. Approfondisci

I bambini di Okawa

{di Sara Pavan}

Okawa_PordenoneNon lo sapevo, ma la città di Pordenone è gemellata da 25 anni con quella di Okawa (Giappone). Sta di fatto che nella Biblioteca Civica della mia città fino a stasera, 18 Aprile 2013, ore 19.00, ci sono in mostra i disegni dei bambini di Okawa. Credo sia la più bella mostra che io abbia visto quest’anno. Purtroppo avevo con me solo un cellulare con una fotocamera scarsissima, ma meglio che niente. C’è questo libro, Fare Fumetti di Davide Toffolo, un manuale di fumetto a fumetti, in cui da ragazzina per la prima volta avevo letto alcune considerazioni sul sistema scolastico del nostro paese. Sul fatto che più o meno tutti, alla fine delle scuole elementari/medie, impariamo a far di conto e a scrivere decentemente, per quel che potrebbe servirci nella vita di tutti i giorni, ma che per quanto riguarda il disegno, non sviluppiamo le stesse capacità. È inutile rifugiarsi dietro alla questione del talento. Il talento c’è anche nella matematica e nella letteratura, non per questo è tollerabile che una persona non impari a fare le quattro operazioni o a scrivere una lettera. Approfondisci

Intervista a Silvia Pareschi

{di Nicolò Porcelluzzi}

{come già successo con le altre interviste particolarmente lunghe, di seguito trovate alcune delle domande che abbiamo fatto a Silvia: per leggere l’intervista completa, potete scaricarla in formato digitale – epub, mobi, pdf – qui}

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA

Cari lettori di inutile, vi presento la traduttrice di Franzen.

Ecco, immagino che pochi modi di iniziare un’intervista ti potrebbero infastidire di più. Il fatto è che hai tradotto così tanta roba (Smith, Means, Diaz, Englander, Hempel) che non saprei proprio da dove iniziare. Facciamo che alla traduzione ci arriviamo tra qualche domanda (e prometto che su Franzen non ti chiederò più di un paio di cose). Quindi: quali sono i tuoi interessi, oltre alla traduzione/letteratura? Come passi il tempo?

Nel tempo che non passo traducendo, che è davvero pochissimo, mi piace soprattutto andare al cinema, andare a concerti (musica di tutti i tipi, da classica a jazz a rock) e cenare con gli amici. E poi mi piace molto passeggiare. Niente di atletico, intendiamoci, io odio la fatica fisica. Odio lo sport. Mi piace proprio passeggiare, guardarmi in giro, possibilmente perdermi e scoprire qualcosa di nuovo anche solo dietro l’angolo. Mi piace, quando posso, camminare per ore senza mai fermarmi, fino a ritrovarmi esausta all’altro capo della città. Mi piace molto anche andare alle terme e galleggiare per ore nell’acqua calda. Approfondisci

Filthy Frank sei nel mio cu… ore

Filthy_Frank

{di Sara Pavan}

No, io non ci sto, adesso non possono parlare tutti di Filthy Frank per la cosa meno interessante che ha fatto, per un video che reputo talmente poco rappresentativo della sua opera che non lo nominerei nemmeno, se non fosse l’unico motivo per il quale pure il Corriere della Sera cita il mio idolo. Filthy Frank non può passare alla storia del web per aver dato inizio alla diffusione virale di Harlem Shake, io questo non lo accetto. Approfondisci

Storia di Comic Sans (parte 2)

bcs-merch

Bastano meno di quattro anni dalla sua introduzione ufficiale, per far piovere le prime critiche. Nel 1999 due designer dell’Indiana, Dave e Holly Combs, fondano il famoso movimento BanComicSans. L’origine è assai curiosa. Holly Combs ricevette una commissione per la guida di un famoso Museo della Cultura dei Nativi Americani di Indianapolis. La richiesta del cliente era di compilare l’intera guida in Comic Sans. Holly provò a convincere il cliente; ma la risposta che ottenne fu: “Non m’importa. Dovete usarlo, perché abbiamo già stampato la nostra gigantesca insegna esterna con Comic Sans”. Approfondisci

Richter e Ghirri: dalla parte di chi si osserva mentre accumula

{di Alessandro Romeo}

big_343579_8476_04_Richter

Questo qui sopra è il sogno di ogni vero studente metodico sulla faccia della terra. Una tavola temporale divisa per discipline con tutti i nomi delle personalità più rilevanti. Una visione panoramica dentro cui incasellare, una volta per tutte, tutte le nozioni che cinque anni di università ti permettono di immagazzinare. Si chiama Übersicht, ed è un’opera di Gerhard Richter. Approfondisci

The Rutles, All you need is cash

The-Rutles-I-Must-Be-In-Love

Quarantatré anni fa si scioglievano i Beatles. Otto anni dopo la fine del mito (e l’inizio della consacrazione definitiva), nel 1978, l’Inghilterra celebrava il quartetto più famoso del mondo nella maniera più british possibile: con una parodia.
Nel 1975 Eric Idle, membro dei Monty Python, aveva introdotto nel suo Rutland weekend television, in onda sulla BBC, brevi sketch che avevano come protagonisti i Rutles, evidente parodia dei Beatles. Il successo fu così ampio che, dopo la pubblicazione di un disco vero (The Rutland Weekend Songbook) e due apparizioni di Idle al Saturday Night Live, si decise di realizzare un mockumentary che raccontasse la storia (inventata) della band: All you need is cash.

All you need is cash è disponibile per intero su youtube e lo trovate qui sotto. Vi basti sapere che tra i vari cameo ci sono George Harrison, Mick Jagger, John Belushi e Paul Simon. E che la Yoko Ono dei Rutles è una neonazista con la svastica al braccio.

 

 

Percival Everett + Tyler, The Creator: Cancellazione e Pregiudizio, bitch

{di Nicolò Porcelluzzi}

Hodgy+Domo+Genesis+And+Tyler+The+Creator+VideoHodgyTylerTheCreatorDomoG

Tyler, The Creator, oltre a rappare, ha in piedi un business di quelli seri e impensabili in Italia: Odd Future Wolf Gang Kill Them All. OFWGKTA è un collettivo eterogeneo di teste matte coscientemente trend setter. Scusate l’inglese, è colpa del 2013.

Tyler, The Creator è un ragazzo molto molto giovane, e mi fa abbastanza ridere scriverlo: però oh, è del ’91, ha un anno in meno di me. Ecco, guardatevi il video qui sotto, prima del salto, ne vale davvero la pena. Con questo video verrebbe da pensare al grande cuore di Tyler, lo spiraglio di una nuova sensibilità nel mondo rap. Non serve farvi perdere altro tempo per dirvi che, ovviamente, non è così.

Se questa canzone (IFHY) parla di amore, Imagine parla delle invasioni barbariche: a cantare, più che un innamorato, è uno stalker. Almeno in questa canzone il concetto non è mistificato.

And you’ll see the meaning of stalking

When I pop out the dark to find you

Qualcuno ha voglia di scrivere un grosso saggio sull’innamorato nella musica mainstream come portatore insano di instabilità psicologica? Comunque, vorrei parlare di un’altra roba, non meno ampia e complessa. Dopo il video.

Approfondisci