Dovremmo averlo tutti, un regalo così

{di Matteo Scandolin}

Scrivo questa recensione ascoltando un disco di Jovanotti: non c’entra niente col libro di cui voglio parlare, e non c’entra niente coll’autrice del libro di cui voglio parlare.

copertina2012Il libro è Il mio regalo sei tu di Sarah Spinazzola, pubblicato a ottobre da Marcos Y Marcos. Sarah mi aveva fatto leggere una primissima versione, a inizio anno: le avevo chiesto se aveva qualcosa per inutile, e mi aveva girato il pdf appena finito, «Guarda questo» mi ha detto, «l’ho appena finito». Ho passato quasi tutta notte in piedi a leggere metà di quel pdf, piombando in quell’universo fatto di parole gentili e situazioni assurde. Quando poi mi disse che sarebbe stato pubblicato dallo stesso editore che pubblicò uno dei miei libri preferiti, le dissi soltanto: «Minchia papà!» Approfondisci

Nico Vascellari pagherà l’università ai vostri figli!

Antonio-Campanella-Nico-Vascellari

Parliamo di soldi per una buona volta, quindi parliamo di mercato dell’arte. Posso consigliarvi un piccolo affare che di sicuro vi renderà tantissimo un domani, a fronte di un piccolo investimento di soli 10 euro? No, non sono uno di quei pop up sul trading online! Però non scherzo quando vi dico che farete i soldi.

Non so se sapete chi sia Nico Vascellari. Se non lo sapete, ve lo dico io. In Italia, nel mondo dell’arte contemporanea, dopo la generazione di Maurizio Cattelan (e se c’è qualcuno che non sa chi sia Cattelan se lo cerchi da solo su Wikipedia, io il link non lo metto), la nuova generazione di artisti la si potrebbe tranquillamente definire “la generazione di Nico Vascellari”. Nico Vascellari aveva già fatto il suo nella scena hardcore punk di fine degli anni ’90 con il suo gruppo With Love. Ma aveva il pallino dell’arte e con una serie di performance provocatorie ha fatto una scalata rapidissima, arrivando a ricevere a soli 30 anni il Premio per la Giovane Arte Italiana della Biennale di Venezia del 2006-2007. Sticazzi! Adesso ha un nuovo progetto musicale, Ninos Du Brasil, e, al suo live per la notte della Tempesta Dischi al C.S.O. Rivolta di Mestre lo scorso 8 dicembre, quelli che non sapevano chi fosse il personaggio dicevano “cagata”, ma chi sapeva cosa c’era dietro è andato in estasi. E soprattutto ha comprato una delle magliette in tiratura limitata in vendita al banchetto a soli 10 euro. Ma lo sapete quanto varrà una di quelle un domani?

PS. Grazie al frontman dei Photomodels per la dritta. Gli spetterebbe come minimo una percentuale sugli utili.
PPS. No, io la maglietta non l’ho comprata perchè non mi piaceva, ma ora me ne pento.
PPPS. Vascellari è uno dei pupilli della Abramovic. Ha pure una pagina su wikipedia (in inglese!). Avete capito perchè vi dico che è un investimento sicuro!

{la foto è di Antonio Campanella, utilizzata su autorizzazione}

Non ci basta mai: eccovi la borsa!

borsa_quijoteUna piccola borsa per l’umanità, una piccola borsa per inutile, una piccola bella borsa e basta. Tutta di cotone e fatta dal laboratorio Rio terà dei pensieri, che opera all’interno del carcere di Santa Maria Maggiore di Venezia. Te la puoi portare al mercato, all’università; puoi regalarla alla nonna che la mostri alle sue amiche maranteghe, puoi regalarla al professore per fargli scucire un buon voto in pagella. Puoi comprarla per te e appenderla al muro, tanto è bella comunque.
Don Chisciotte combatte contro le pale eoliche: tu portalo sempre con te.

Per i nostri soci, a 10€ compresa la spedizione. Non è proprio da farsi scappare una borsa così, no?

(Sì, l’immagine ti è famigliare: è di quel genio di Francesco Bevilacqua, e l’abbiamo usata per il #50 e per le nuove magliette.)

(Oggi) ritorna Zandegù

{la redazione}

È tornata ufficialmente la casa editrice Zandegù, con un nuovo sito e un nuovo piano editoriale. Marianna Martino, la sua fondatrice, dopo una lunga pausa e una fuga a New York, ha deciso di riunire un piccolo staff e di puntare tutto sul digitale, concentrandosi sui reportage narrativi (collana Gliuni) e i manuali (collana Glialtri), in italiano e a breve anche in inglese.
I primi libri saranno scaricabili tra un mese esatto, il 15 gennaio, mentre a marzo inizieranno i corsi di scrittura creativa Narrativa 101, tenuti da Elena Varvello ed Emiliano Poddi, e i Corsi brevi, mini workshop specifici sulla scrittura.
Nell’attesa potete scaricare gratuitamente Ti presento i preppers, di Simone Laudiero, un reportage su quelli che passano le giornate a prepararsi nell’eventualità di un imminente cataclisma.
Zandegù è anche su Facebook e su twitter.

Usiamo troppi caratteri?

 

Dall’invenzione della stampa tipografica fino all’avvento del desktop publishing, progettare e costruire caratteri era un mestiere. Anzi, più di un mestiere: un’arte. Nei secoli, straordinari designer hanno tracciato la storia della stampa, contribuendo a creare caratteri (molti dei quali in uso ancora oggi) e a tradurre, in un certo senso, i sentimenti artistici, politici e sociali delle rispettive epoche in aste, ascendenti e discendenti. I nomi li conosciamo: Jenson, Garamond, Bodoni, Didot, Baskerville, Clarendon, Novarese. All’epoca, la vita di un carattere era relativamente breve: cambiavano le epoche, certo, ma con esse anche la tecnologia; inoltre, si deterioravano i materiali con cui i caratteri erano costruiti – contribuendo di fatto a dotare i caratteri di una sorta di ciclo naturale, di vita e di morte. Approfondisci

La nuova maglietta!

La nuova maglietta di inutile è arrivata.

Abbiamo fatto 51 numeri, scritto tante pagine, provato a fare alcune cose: per festeggiare abbiamo fatto anche questa maglia. Ci piace andare contro i mulini a vento, ma con i mezzi e le possibilità di adesso. E per farlo abbiamo bisogno di te, come dal primo giorno: e ne andiamo fieri.

Se vuoi darci una mano, vai a questa pagina e scegli una delle quote proposte: in base a quello che scegli, cambia quello che ottieni. Una volta che clicchi su una quota, non dimenticare di compilare il modulo in tutte le sue parti e scrivici una mail con indicato il colore e la taglia.
Tutte le quote comprendono le spese di spedizione. Le magliette verranno spedite una volta chiusa la raccolta fondi. L’immagine è di Francesco Bevilacqua.

Un’informazione che abbiamo preferito lasciare in coda: la nuova maglietta è proprio figa.

La plastificazione di Alessandro Baricco

baricco

A un certo punto Giovanni Lindo Ferretti si gira verso Sid Vicious e glielo dice chiaro e tondo. «Eri solo carino, ci hai preso e ti sei preso per il culo». A un certo punto, un certo tipo di punk, vagamente ideologico, mitteleuropeo e mediterraneo insieme, si guarda indietro e scopre la truffa da cui tutto ebbe origine. Il punk inglese, nato del resto in una boutique, fu un fatto puramente estetico, o meglio, si diede il caso che un certo tipo di esibizione esteriore del dolore avrebbe potuto rappresentare un certo tipo di dolore più interno in giro per il mondo. La critica ai Sex Pistols, di fatto, diede vita a un fiorire e diversificarsi del movimento e dei sottogeneri del punk. Per dire, il punk dei Clash fu molto diverso da quello dei Sex Pistols – anche se lo scrittore Lester Bangs ebbe idee (e delusioni) diverse, in merito.
Fu un bel momento, quello della critica, e questa, tutto sommato, è una bella storia.

Una brutta storia, invece, è quella di Emmaus, che è un libro di Alessandro Baricco uscito nel 2009. Un’altra brutta storia, che in qualche modo richiama il «Tu menti» di Lindo Ferretti, viene in mente quando si ascoltano le critiche rivolte allo stesso Baricco. «Eri solo carino», sembra venga detto anche allo scrittore torinese, pensando magari alle sue incursioni televisive di metà anni ’90, quei programmi sulla letteratura che stanno, a guardarli oggi, a metà tra le prime edizioni di Amici di Maria De Filippi e le orazioni di Fabio Fazio e Roberto Saviano dei giorni nostri.
Qualcuno ha detto “Saviano”? Approfondisci

5 cose che Matteo B Bianchi direbbe a un esordiente

L’amico Matteo B Bianchi ha scritto 5 consigli per esordienti pubblicati sul blog di Veronica Tomassini.

1 – IMPARA A LEGGERE

Non è una battuta, lo so che sai già leggere, ma se intendi dedicarti alla scrittura è bene che impari a dedicarti alla lettura con occhi diversi. Comincia a leggere non più (o non solo) per il piacere di farlo, ma con lo sguardo del ricercatore: perché questo incipit funziona bene? cosa mi è piaciuto di questo dialogo? perché l’autore ha voluto raccontarmi questi particolari a prima vista insignificanti sul suo protagonista? perché il romanzo è diviso in capitoli così brevi? Fatti delle domande, indaga il testo come se fosse un gioco di cui nessuno ti abbia spiegato le regole e toccasse a te scoprirle. Riprendi i tuoi due o tre racconti preferiti e ricavane lo schema che l’autore ha utilizzato. Poi copialo brutalmente, scrivi un tuo racconto ripercorrendo le stesse mosse. Alla fine il racconto lo butterai via, ma avrai imparato un sacco di cose.

Scrivere è come correre: richiede tecniche e allenamento.

Se credi che per produrre un romanzo basti mettersi alla tastiera e seguire la propria mirabolante ispirazione allora ciao, non ha senso che ti stia parlando.

{continua a leggere sul blog di Veronica Tomassini}