Quel diavolo di Ted Danson (Ovvero: Cheers, Becker e Bored To Death)

{di Giulio D’Antona}

«How much do you pay Ted Denson?»
– una delle ossessioni di George in Seinfeld

1.

A parlare di sitcom si instaurano determinati obblighi morali. Uno di questi è che parlando di sitcom, non si può non parlare di Ted Danson.

Classe 1947, San Diego. Con il fisico californiano, il sorriso squadrato e le mani fatte per pagaiare sdraiato a pancia sotto sulla tavola da surf. Capelli bianchissimi che danno fastidio agli occhi – oggi, ma quando stava appoggiato al bancone del Cheers con lo straccio adagiato sulla spalla e lo sguardo da sparviero, li aveva castano chiaro. È stato un po’ ovunque in televisione, meno al cinema ma a guardare bene da qualche parte lo si trova. Approfondisci

No, non ci siamo dimenticati di voi

È che stiamo lavorando alacremente al #50. (Alacremente, sì: è un avverbio che non usiamo spesso ma che ci piace assai.)

Finché non pubblichiamo qualcosa di nuovo potreste dare un’occhiata ai link che mettiamo qui accanto, o andare direttamente sulla nostra pagina Delicious per leggere tutto quello che abbiamo salvato: sono cose interessanti, per lo più, e quelle che non lo sono, sono almeno divertenti.

Ci sentiamo prestissimo! E occhio al sole!

I racconti del Nautilus

Domenica 10 giugno, come ben ricorderete, abbiamo partecipato a Mobilis in Mobili, un evento spalmato su tre domeniche organizzato dalla libreria Wonderland di Mestre, con cui siamo amichetti di fumetti e non solo. Qui pubblichiamo le foto di I.M. del Taccuino all’idrogeno, unica rivista che alla fine è venuta con noi, e una fatta dall’amico Giacomo (l’ultima). Nella foto è visibile il nostro tesoriere Lorenzo Piasenti, il nostro inarrugginibile MS, e I.M. del Taccuino.

È stata una domenica di caldo vivibile, poche zanzare, Forte Marghera ch’è sempre bello, e una barca frigorifera trasformata in libreria galleggiante. Mica poco.





Facciamo i conti, prima del 50

Quello che facciamo è regalarvi emozioni. Quelle pure, sincere: la gioia con cui vi regaliamo racconti memorabili, articoli squisiti e interviste imperdibili non diminuisce da 5 anni, e da 50 numeri.
Il #50 sta per arrivare, e stiamo fallendo nel trattenere la nostra voglia di condividerlo con voi: qui sotto un video che documenta l’intervista di Gianluca Didino al premio pulitzer 2011 Jennifer Egan.

Perché la vita è meravigliosa. Il #50, qualcosa di più.

Gli estratti delle interviste pubblicati finora:
Jennifer Egan
Matteo Bordone
Valentina Aversano
Luca Rastello
Alice Beniero / Riccardo Falcinelli

Intervista a Alice Beniero e Riccardo Falcinelli (un estratto)


Un estratto dell’intervista di Alessandro Romeo e Nicolò Porcelluzzi a Alice Beniero e Riccardo Falcinelli, che verrà pubblicata nel numero 50 di «inutile». Il numero 50 uscirà a breve.

[Alice Beniero]
Qual è il tuo font preferito?

Non ho una font che preferisco sulle altre, dipende quale si adatta meglio al lavoro che sto facendo. Devo molto al lavoro di Peter Bilak, ha progettato dei caratteri (Fedra in testa!) che hanno una leggibilità e una funzionalità che a mio avviso hanno sensibilizzato molti progettisti.

Lavorare al titolo di un libro significa disporre di poche lettere, a volte è un vantaggio perché mi permette di poter scegliere di disegnare e realizzare un lettering originale che può anche sostituire un’immagine. Questa scelta mi ha aiutato molto ad ampliare le declinazioni della linea editoriale standard di Isbn per esempio.

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[Riccardo Falcinelli]
Qual è il tuo font preferito?

Intanto passatemi una nota da professore: “LA” font! È femmina. Viene dall’italiano del 500, “fonte” era la fusione di unico blocco di caratteri.

Difficile avere preferenze, come con i colori. Al momento ho una grande passione per il Big Caslon.

La morale non è sempre quella

{di Nicolò Porcelluzzi}

Fino alle due di ieri pomeriggio quest’articolo voleva parlare di valori: l’amicizia, l’amore, la famiglia nel corpus produttivo di Jack White. Di fatto, restringendo il campo ai The White Stripes, e all’enorme Elephant. Enorme perché trattasi del disco più importante del duo, e che vi piaccia o no, uno della manciata di motivi per cui gli anni Zero verranno ricordati, parlando di musica. Nel 2012 La registrazione di Elephant compie dieci anni – la pubblicazione nove, e si stanno giocando gli Europei su nell’est (avete notato che ad ogni rete bombardano lo stadio a suon di Seven Nation Army?): mi sembrava il momento giusto. Quindi è andata così, il pezzo che avreste dovuto leggere oggi uscirà la settimana prossima: lì potrete trovare una breve riflessione sull’importanza della casa nella visione del mondo whitiana, luogo di costruzione (JW ha una strana – per chi scrive – passione per la fatica, i mattoni) di nuclei familiari più o meno felici: il musicista in Elephant descrive per lo più madri tiranniche e mariti passivo-aggressivi e coppie quasi scoppiate. È un gioco, quindi è da prendere molto sul serio. Approfondisci

Guida ai matrimoni rock’n’roll

{di Sara Pavan}

Giugno 2012. Siamo una generazione squattrinata, incapace di relazioni che durino per sempre, insomma precari nel lavoro e negli affetti, ma questo non vuol dire che non ci si sposi più, anzi, forse vuol dire proprio che ci si sposa più spesso. Almeno stando alla mia agenda che, da un paio di anni a questa parte, nei mesi di maggio e giugno pullula di matrimoni. Però dei nerd, atei, che fanno fatica ad arrivare a fine mese, non possono certo aprire un mutuo per pagarsi le nozze, no? Non sarebbe nemmeno nel loro stile! Ci vuole un matrimonio cool, ma low cost, e con uno spirito rock’n’roll! Al posto di un noiosissimo video della giornata, i momenti migliori diventano, con un montaggio veloce, il video clip della vostra canzone preferita, come fa Matt Odom con il progetto RockandrollHearths (da vedere Samantha + Andrew e il masterpiece del genere Lauren +JP); poi, con il vostro Mac, usando un programmino facile facile come iPhoto, potete confezionare l’album di nozze 3.0: basta quadratini biadesivi che stropicciano le stampe digitali del servizio sviluppo in un’ora del centro commerciale, le fotoricordo diventano un vero libro stampato e rilegato in alta qualità (che mamma Apple vi recapita direttamente a casa)! Papà Google invece vi viene in aiuto con Simplify Weeding Planning, un servizio integrato per gestire i fornitori, gli inviti e quant’altro, con tanto di lista di conferma di partecipazione online per i vostri invitati e gli consigli di Michelle Rago, la wedding planner globale. Per finire in dolcezza, visto che ormai il desiderio per il junk food ce l’abbiamo codificato nel dna, non c’è cosa migliore che mandare in pensione i confetti e ordinare degli M&M’s personalizzati. Non vi è venuta voglia di sposarvi anche solo per questo?

«What, don’t you read?» I libri nelle serie tv

{di Alessandro Romeo}
Billy Parrott lavora alla Battery Park Library di New York, nella sezione Arti figurative. È uno di quei bibliotecari bravi, che amano a dismisura il proprio mestiere e che, fosse per loro, catalogherebbero anche gli appunti che gli studenti lasciano sul tavolo a fine giornata. Nella vita di tutti i giorni ama l’ordine, la completezza, i libri e Mad Men; quattro cose che nel settembre 2010 sono confluite in un’unica, semplice idea: utilizzare il blog ufficiale della Battery Park Library per compilare con l’aiuto dei lettori l’elenco di tutti i libri che compaiono nella sua serie tv preferita. L’iniziativa ha avuto un successo immediato, i lettori hanno dato una mano e gli utenti della biblioteca hanno cominciato a chiedere i libri «di Mad Men». Il risultato è che da due anni per avere in prestito Il gruppo di Mary McCarthy o Il meglio della vita di Rona Jaffe bisogna prenotarsi e attendere per mesi.  Approfondisci

Mercoledì, venerdì, domenica

Abbiamo deciso di riproporre il nostro «menage a Troi» con Follelfo e Cadillac, presidiando assieme a loro due banchetti in occasione del Primo festival letteratura di Milano: dalle diciannove di mercoledì 6 giugno (oggi) saremo al Circolo Frida, venerdì 8 giugno alla Strada: maggiori informazioni sul sito del Festival (cercate alla voce “aperitivo rivistarolo”).
L’idea del Festival ci piace tanto: siamo molto felici di poter partecipare e, a modo nostro e nel nostro piccolo, contribuire. Fate un salto, se siete a Milano. Springsteen è nel giorno in mezzo, quindi non rischiate neanche di saltarlo.

Domenica, invece, saremo a Forte Marghera: location splendida e programma ganzo, quello di Mobilis in mobili: c’è anche una libreria galleggiante. Siamo là il pomeriggio con Cadillac, Follelfo, Taccuino all’Idrogeno: e voi?

(PS: il primo link è da nerd, sappiatelo.)