Per una volta possiamo non essere ”inutili”

{ripubblichiamo l’appello degli amici di Mumble:. Da quando siamo venuti a conoscenza della raccolta abbiamo rilanciato l’appello su Twitter e Facebook, ma dopo le scosse di martedì mattina abbiamo deciso di usare anche questo sito. Da parte loro, i ragazzi hanno alzato la somma da raccogliere, da 1500 a 3mila a 10mila euro: speriamo di aiutarli almeno un poco}

Il 26 giugno 2009 tre minuscole, neonate associazioni culturali di ragazzi chiassosi – MUMBLE:, Magnafinal e F.I.A.S.C.A. – organizzavano nel cortile della ex scuola materna finalese FINALE PER L’ABRUZZO, serata di beneficienza che, grazie alla generosità dei cittadini di Finale Emilia e dei comuni limitrofi, ci consentiva di raccogliere una cifra superiore ai 1000E. Quei soldi furono consegnati il luglio successivo da una delegazione delle tre associazioni al comune abruzzese di Villa Sant’Angelo, colpito dal devastante terremoto di quell’anno.

Non avremmo mai voluto riparlarne per questo motivo, ma ora che Finale Emilia, San Felice e molti altri comuni dell’area nord della provincia modenese e ferrarese sono in ginocchio a causa del sisma della scorsa notte è bene ricordarsi di quanta generosità e dedizione al volontariato le comunità di questa zona sono capaci. MUMBLE: ha deciso di utilizzare il proprio account Kapipal per raccogliere fondi per consentire alle comunità colpite dal sisma di ripartire. Per il momento l’iniziativa mumblara si limita a questo; non abbiamo contatti ufficiali con le amministrazioni locali, non sappiamo, ad ora, a che opere o attività possano essere destinati questi soldi. Sappiamo che servono, sappiamo che grazie a voi ne raccoglieremo, vi assicuriamo che ogni centesimo raccolto sarà seguito e controllato fino all’ultimo passaggio di mani. Dona, se ogni nostro fan o follower donasse 1E raggiungeremmo senza problemi quota 2000. Grazie, I MUMBLAR.

vai a questa pagina per effettuare una donazione

Intervista a Valentina Aversano (un estratto)

Un estratto dell’intervista di Matteo Scandolin a Valentina Aversano, che verrà pubblicata nel numero 50 di «inutile» in lavorazione. Il numero 50 uscirà a metà giugno.

Una cosa che mi sta a cuore, vediamo se sono solo io il cretino che tiene a queste cose: il riscontro dagli ambienti “seri” com’è stato? Tengono in considerazione? A noi quando siamo nati ci han chiamato “giornalino”, stavo per fare una strage.

Ah, gli ambienti seri. C’è gente che non ha ancora capito cosa siamo, forse perché è complicato pensare alla formula “sette autori ogni mese, una puntata di una storia al giorno”, non lo so. Approfondisci

A proposito di Lara (e di Jill, e Claire, e Yuna, e…)

lara209

Che i videogiochi fossero per maschi non l’avevo mai notato. Deve essere perché sono cresciuta insieme a Lara Croft.
Giocavo a Tomb Raider II con papà, sul pc, perché la Playstation sarebbe arrivata solo qualche tempo dopo, a casa nostra. Io avevo undici anni e Lara trentadue. A quel tempo lei aveva le tette a punta, ma in un solo gioco scalava la Muraglia Cinese, saltava sui terrazzi di Venezia, scappava da una piattaforma petrolifera, attraversava le pendici tibetane e affrontava da sola un assalto di sicari. In vestaglia.
La biografia di Lara Croft, per me, era a dir poco esaltante. Contessa ribelle, educata in collegio, estremamente colta, usava la fortuna di famiglia per gettarsi a capofitto in avventure a rischio della vita, mossa dalla pura e semplice curiosità. Aveva quella che, nel 1996, avrei definito “una vita da uomo”. Approfondisci

Segnate sul calendario

Se siete ansiosi di conoscerci, parlarci, toccare con mano quello che facciamo, nei prossimi giorni avrete diverse occasioni per farlo.

Sabato 26 maggio (cioè, tra tre giorni) saremo a Bologna al BIRRA di quest’anno, insieme a un po’ di amici. L’evento inizia sulle quattro, noi prima delle sei non ci facciamo vedere (al di là delle battute sulle rockstar, proprio non possiamo)
Venerdì 1 giugno dalle 22 al circolo Arci Ohibò a Milano, assieme a Cadillac e Follelfo presentiamo il #49. Ci sono letture, musica dal vivo, l’irresistibile potenza delle vaccate sparate sul palco.
Mercoledì 6 e venerdì 8 giugno saremo, sempre con le riviste di prima, al Circolo Frida e alla Strada, piccolo e meraviglioso locale: sempre a Milano, entrambe le volte dalle 19 in avanti, con banchetto e voglia di conoscervi e chiacchierare. (In più, il sei è il trentesimo compleanno del nostro coriaceo MS, se vi abbonate davanti a lui gli fate un bellissimo regalo.)
– Giovedì 7 c’è Springsteen a Milano, tanto per avvisarvi.
Domenica 10, a Forte Marghera a Mestre, con Cadillac, Follelfo e Taccuino all’idrogeno, terremo un banchetto in occasione di Mobilis in mobilis, una pazza rassegna artistica organizzata da amici molto stretti e che vedrà comprarire, per magia, una libreria galleggiante. Saremo lì nel pomeriggio, è all’aperto e speriamo che non piova: portatevi la crema solare e l’Autan.
– Sempre domenica 10 Springsteen suona a Firenze, potremmo anche capirvi se non venite a Forte Marghera.

Avete segnato sul calendario? Bene, allora fateci una cortesia, ricordatecelo, ché siamo capaci di dimenticarci dove andare, giorno per giorno…

Chris Waitt, Heavy Metal jr.

{di Alessandro Romeo}

Prima di A complete history of my sexual failures, candidato al Sundance e poi acquistato dalla Universal che ne ha fatto il remake, e dopo Dupe, che racconta la storia di un fancazzista che compra una macchina per la clonazione su eBay, Chris Waitt ha raccontato in un documentario di mezz’ora la storia degli Hatred,  un gruppo death metal composto da bambini di dodici anni. Approfondisci

Macao: non ci capisco più niente

550231_4010479978987_1190864081_64566649_2069826885_n

Anche questa volta rubiamo un articolo di Giorgio, perché esprime perfettamente le nostre contrastanti opinioni sull’avventura di Macao, e ci risparmia la sbobinatura di una serata a quattro birre e tante parole tra Giorgio e il nostro ineffabile MS – siamo pigri, alla fine della fiera. Le foto le abbiamo rubate al profilo Facebook di Macao

Su Macao ho dialogato a lungo con amici (in particolare MS) e cambiato opinione diverse volte (a parte alcune critiche di base e alcuni apprezzamenti di base).

Come al solito, leggendo qui e là commenti e discussioni, mi sembra che molti siano convintissimi della bontà del progetto oppure convintissimi che si tratta di una manica di imbecilli. Io invece no (vedi titolo). In questo post proverò dunque a mettere sul campo, senza pretesa di esaustività, un po’ di osservazioni al riguardo. Approfondisci

da quando ti ho rivista

Venerdì 1° giugno 2012, al circolo Ohibò, presentiamo inutile assieme a Cadillac e Follelfo – tutti coi rispettivi ultimi numeri. Se proprio non sapete come passare il venerdì sera, venite da noi: sarà una serata molto divertente, molto bella, molta musica.

Per noi leggeranno Danilo Deninotti e Sarah Spinazzola, autori del #49. Sarà molto, molto, molto, divertente, bello, musica.

Dalle 22 del 1° giugno al Circolo Ohibò, Via Benaco 1 (Piazzale Lodi), Milano.

Intervista a Marco Drago (Maltese Narrazioni)

{di Alessandro Romeo}

I motivi per cui ho deciso di ripubblicare qui quest’intervista vecchia di un anno e infilata dentro la tesi con cui mi sono laureato sono tre.
Il primo, il meno importante, è che per come è conciata l’università ha più senso scrivere un post che scrivere una tesi. Il secondo è perché sta per uscire un nuovo libro di Matteo Galiazzo, Sinapsi, per Indiana Editore, dopo un silenzio lungo dieci anni: Galiazzo si è unito alla redazione di «Maltese Narrazioni» nella prima metà degli anni Novanta e ha scritto tre libri molto belli per Einaudi, per poi allontanarsi definitivamente dal mondo editoriale; se non avete letto niente di suo vi consiglio di recuperare al più presto, perché è una figura centrale per capire tutto il bene (e tutto il male) del “movimento” cannibale e perché in generale ne vale davvero la pena.
Il terzo motivo, il più importante direi, è per ricordare Gianrico Bezzato, autore di alcuni dei racconti più belli pubblicati su «Maltese» e fondatore dei Knot Toulose, morto a gennaio. 

Alla fine degli anni Ottanta cosa poteva spingere un gruppo di ragazzi poco più che ventenni a fondare una rivista?

Personalmente mi sembrava l’unica attività “artistica” che mi permettesse di non chiudermi in casa, isolato a scrivere. Avevo proprio voglia di mettere insieme un gruppo di gente che si appassionasse a qualcosa che avesse a che fare con la letteratura. Questo è stato il primo impulso. L’ambizione di fare una vera rivista che potesse essere letta al di fuori della birreria Il Maltese non esisteva proprio, e infatti per cinque numeri andò avanti così. Approfondisci