Il sorprendente album d’esordio dei Cani

{di Alessandro Milanese}

Ci sono dei momenti nella vita di ogni essere umano (solitamente quando ci si avvicina ai 40) in cui si cerca di tornare indietro.
Regredire, si direbbe in italiano.
Io, nello specifico, penso di essere arrivato a quel momento.
Sintomi:
– abuso di social network
– disinteresse per ogni cosa importante, seria, o che abbia un senso
– grande passione (non ricambiata) per ogni fresca maggiorenne
– serate goliardiche tipo: party o festival estivi

E così, in questa fase delicata della mia vita, mi sono ritrovato in compagnia di alcuni amici meno anziani del sottoscritto ad affrontare il Miami, festival della nuova musica italiana. Saltando a piedi pari la serata del venerdì, di cui mi ricordo molto poco (per via di uno zaino colmo di gin lemon, ma questa è una lunga storia) a parte uno scialbo set delle Luci e i Massimo Volume da cui mi aspettavo di più, arriviamo alla domenica, e ad un gruppo in particolare.
I cani. Approfondisci

numero 45

{di Alessandro Romeo}

Se state leggendo queste parole su della carta sappiate che quello che avete tra le mani è l’ultimo numero con questo formato. Dopo l’estate si cambia: in che modo, non ve lo dico. Eh! I vantaggi sono diversi: noi si alza il tiro, voi godrete di più; noi saremo più rilassati, voi più soddisfatti; noi potremo ricominciare a vivere delle vite normali, riabbracciare le nostre donne, allevare i nostri figli e dedicare un paio d’ore al giorno alla caccia al bisonte, voi potrete smettere di attaccare i numeri di inutile sulla fronte dei vostri famigliari per leggerli mentre cucinate.

Piegati per l’ultima volta in sei parti, ci sono: Loretta e la sua saggezza, Maggiolo e la sua brevità, Porcelluzzi e la sua storica fedeltà, Buratti e la sua sieropositività, Samantha Luciani e la sua posterosità.

E come diceva Gesù di Nazareth: «Invecchiare bene. Viaggiare comodi. Far piangere di tanto in tanto le proprie donne».

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