A che punto siamo? (avviso ai lettori)

Tra di voi ci sarà sicuramente qualcuno che ci ha mandato del materiale sei, otto mesi fa e poi non ne ha saputo più nulla. Tranquilli, vi rispondiamo, sia che quello che ci avete mandato ci piaccia sia che non ci piaccia. Lo facciamo sempre e continueremo a farlo finché sarà possibile. Il fatto è che sono stati mesi piuttosto pieni per tutti, tra tesi da scrivere, esami da preparare e traslochi da fare. Se non ci sono grossi imprevisti, lungo tutto giugno recuperiamo tutto ciò che è stato lasciato indietro.

Sono cominciati i lavori per il numero speciale di luglio, quello dedicato alla sola narrativa. Una manciata di racconti selezionatissimi in un numero tutto da sfogliare. Abbiamo adocchiato in giro per il web un paio di bravi illustratori per la copertina e presto li contatteremo. Se avete il racconto più bello che avete scritto salvato in una cartella del desktop, questo è il momento buono per mandarcelo. La raccolta del materiale chiuderà il 15 giugno, ma è già a buon punto, quindi lo spazio rimasto libero non è poi così tanto. Muovetevi e non superate le 8.000 battute!

Sotto Anestesia, di Matteo B. Bianchi

{di Alessandro Romeo}

Un mese fa è uscito per Terre di Mezzo questo piccolo libro dalla copertina bellissima che si intitola Sotto Anestesia, in cui Matteo B. Bianchi racconta la storia di Anestesia Totale, una fanzine di fine anni Ottanta pensata e realizzata da lui e Tito Faraci. In giro se n’è parlato parecchio e quindi è abbastanza inutile fare la solita recensione. Che fare, allora? Bè, l’idea giusta la offre il libro stesso, nelle ultime pagine, in cui si scopre che i numeri di Anestesia Totale (due in tutto) sono sfogliabili sul web. Si tratta, nella migliore tradizione fanzinara, del numero zero e del numero uno. Sono battuti a macchina e in parte scritti a mano, e non si fatica a immaginarli fotocopiati a scrocco, spillati e distribuiti a mano in giro per Pavia. Approfondisci

numero 44

{l’editoriale, di Alessandro Romeo}

Un po’ di tempo fa la gente diceva quello che le passava per la testa e poi, alla fine di tutto, aggiungeva «ma anche no». Era divertente. Potevi dire la cosa più scema e priva di senso del mondo senza paura di perdere in un solo colpo tutti gli amici, perché al fondo della frase c’era sempre quel «ma anche no» che ti salvava. Era anche utile quando qualcuno stava per fare una cosa scema, tipo quella volta che un mio amico ha infilato un petardo in una merda di alano. Gli ho detto «ma anche no» e quello si è fermato. Per non parlare di quella volta che lo stesso mio amico ha tentato di infilare un petardo direttamente nell’alano. «Ma anche no», e non è successo niente. Forse a questo punto è dura collegare questa riflessione nostalgica con i nomi degli autori dei pezzi che compongono questo numero. Ma anche no: Maini racconta, Maggiolo micronarra, Boligol verseggia, Loretta consola, Miotto fotografa, Scandolin recensisce. Il mio amico firma l’editoriale.

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Ho vent’anni e ho fondato una rivista

Il nostro buon MS partecipa a questo evento organizzato da GenerAzione rivista:

MARTEDI’ 17 MAGGIO 2011, ore 17.30 – La cultura (è) inutile. Con inutile opuscolo letterario e Follelfo.
Nell’incontro saranno presentate inutile e Follelfo, presenti con i loro redattori. Si discuterà del lavoro anche editoriale, di “scova-autori”, che inutile e Follefo fanno; dei libri che consigliano di leggere, quelli che consigliano di non leggere e quelli che resteranno per sempre nella storia; di ciò che le riviste fanno e della stampa in cartaceo (che inutile e Follelfo fanno e generAzione non ancora).
Mancare sarebbe davvero imperdonabile.

Ci vediamo martedì alle 17.30 alla Libreria Rinascita di Brescia:

La brevitas, arriverà

{di Federico Di Vita}

Ar momento cruciale escono fòri i giocatori (F. Totti)

No perché comunque qua amici amici, se gioca se gioca, ma se gioca pe’ vince. Giorgio le squadre se l’acchitta sempre pe’ vince. Quer supplì co’ ‘e gambe. Tacci sua. Co’ chi sto io? Sei rosso te. Fà vede’. Ma come sò st’americani? Ce l’hanno li sordi? Ma seconno me volevano tirà sur prezzo ma ce l’hanno. Ma ‘aai sentite ‘e radio? Ehh, ‘ee radio… bòne quelle. ‘E radio io me ricordo, ma seriamente, quanno comprarono Loria dar Siena, uno, ‘n giornalista disse, ma paro paro, questo me sento che farà dei gor de testa, risolverà delle partite, saranno quei punti decisivi pe’r campionato. Mortacci sua penso c’ha fatto ‘r record d’autogo’ ‘n serie A. Ma ‘nvece ‘aai visto come sta a giocà er Capitano? No però ‘ste squadre ‘n vanno bene, gioca pure Paolo Findus? Sì ‘nfatti ma che je dice er cervello dico io? Ma qua ce stanno quattro attaccanti. Cor portiere? No, regà, così ‘n se po’ fà. Famme ‘ndovinà andò gioca Giorgio. Ao hai visto Montella come spiegava a Vucinic ieri come doveva giocà? Cioè tipo più convinto, de provà ‘aa giocata. Montella quei go’ nu li sbajava davero. Montella e chi s’oo scorda. Vincenzino. Nun se discute sulle squadre. ‘E squadre vanno bene. Vabbè a Pi’ ma ‘o stamo a dì prima, durante nun va bene ma ‘o stamo a dì da prima de cambialle. Giocamo così. Vabbè, giocamo così. Approfondisci