Verdena, Wow

{di Alessandro Milanese}

I Verdena mi stavano in culo.
Giovani, carini e disoccupati.
Contratto con una major al primo disco, video su Mtv.
In un momento in cui le case discografiche in Italia passavano giorni interi cercando la risposta italiana a qualsiasi cosa, loro erano perfetti con i loro capelli lunghi e arruffati, le chitarre grunge e degli scatenati fan sotto il palco che saltellavano a tempo.
La Universal, con cui al tempo lavoravamo, venne da noi proponendoci la versione in vinile del loro disco d’esordio. Approfondisci

Intervista a Francesco Guglieri (L’Eugenio)

{di Alessandro Romeo}

Francesco Guglieri si occupa di letteratura all’Università di Torino e di consulenze editoriali; scrive per L’Indice dei libri del mese, Pulp e altre riviste. Ha un blog che si chiama L’Eugenio dove compaiono analisi e saggi di argomento letterario. Francesco ha anche un blog parallelo, L’Eugenio Tascabile, una specie di quaderno per gli appunti ricco di interventi brevi, foto e citazioni.

Quando nascono l’Eugenio e l’Eugenio Tascabile, e perché?

L’Eugenio nasce – almeno queste erano le intenzioni iniziali – per dare una casa ai diversi pezzi che ho scritto e scrivo in giro su riviste cartacee. Una sorta di archivio, per renderle disponibili anche al di fuori della sede in cui sono apparse la prima volta, oltre che per organizzare e segnalare articoli, link o risorse che trovavo in giro per studio o lavoro. Il Tascabile, invece, lo vedo più come un taccuino di lavoro, dove segnare appunti o suggestioni, curiosità. O anche sciocchezze: quella sorta di delizioso junk-food che la rete è tanto prodiga nel fornirci. Dopo questi primi mesi un po’ di assestamento, l’idea è di aprirlo sempre più a interventi esterni. Tutti però con un filo comune: una certa idea di critica (letteraria) e provare a guardare più a certe esperienze all’estero che a un modello italiano più “tradizionale” (per quanto breve possa essere una tradizione di militanza letteraria sul web).

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Il Museo del Novecento

{di Michele Turazzi}

Il New York Times ha recentemente stilato l’elenco dei 41 luoghi – città, nazioni o altro – dove è indispensabile andare nel 2011. Ha anche ben pensato di ordinare le destinazioni consigliate in una sorta di classifica e io, che sono un tenero amante delle classifiche di qualsiasi tipologia, non ho perso tempo e ci ho buttato un occhio. Se volete potete fare altrettanto pure voi; è semplice, basta cliccare qui. Approfondisci

numero 41

{l’editoriale di Alessandro Romeo}

Paolo Barrile è un artista ambientalista nato a Milano nel 1925. Nel ‘61 organizza una cosa che si chiama Messaggio Terra, divisa in sette fasi e conclusa nel 2003. Quella che ci interessa è la quarta fase, del 1993, intitolata “Club di quelli che fanno la cacca all’aperto”. Funziona così. Barrile invia a quattrocento artisti sparsi per il mondo questa richiesta: “indica il punto esatto dove hai fatto la cacca all’aperto. Sovrapponendo tutte le mappe spero di coprire l’intero pianeta. Lo scopo è di restituire alla terra quello che la terra ci ha dato.” Rispondono in centoventitré, soprattutto dagli USA e dall’Europa, ma non mancano cinesi, cubani, indonesiani e messicani. Se fossimo nel 1993 contatteremmo Barrile e gli faremmo allegare una copia di inutile alla richiesta. Contribuire al sogno per una terra viva leggendo la posta di Loretta, le poesie di Tocchio e Boligol, la recensione di Porcelluzzi, il racconto di Ilaria Vajngerl e la foto di Elena Manente sarebbe stato impagabile. E niente battute sull’utilizzo della carta, per favore. Rendere materiale un sogno è il solo modo per realizzarlo. Benvenuti nel club.

{scarica il #41}

Monte dei cappuccini

{di Michele Filippo Fontefrancesco}

Al Monte dei Cappuccini, oggi, Torino ti accoglie avvolta nelle nuvole e nella nebbia, grigia, distesa di cemento, mattoni, coppi e ciminiere. Un po’ Parigi capitale, un po’ Manchester industriale. Il sole non si vede dietro la coltre bigia. Non si sa se è sera o mattina. L’orologio al polso, comunque, dice che son le cinque.

Alla porta del convento, come ogni giorno, si avvicendano pellegrini in cerca di una pagnotta. Suonano al campanello ed un sorridente omino apre loro, tirando fuori da un cassone bianco un sacchetto di plastica: un panino, molto pane e poco prosciutto, due mele, acqua, forse qualche altra dolce sorpresa. Approfondisci

Atlante dell’ovulazione

{di Sara Pavan}

Capolavori dell’editoria:
Il metodo dell’ovulazione. Atlante

Edizioni San Paolo (collana Problemi attuali della famiglia)
Il metodo Billings con adesivi.

Anche se ci piace la letteratura tutti noi abbiamo dei genitali quindi credo proprio vi interesserà questo libro, in particolare se avete amato il Vinnie’s Giant Roller Coaster Period Chart di cui parlavo qualche mese fa, il libro-diario per monitorare le proprie mestruazioni completo di adesivi. (Clicca sull’immagine per visualizzarla ben bene.)

Con uno stile meno pop ma per questo ancora più adorabile, l’Atlante dell’Ovulazione delle Edizioni Paoline è la guida per la donna che vuole sapere quando sta ovulando sulla base dell’osservazione del muco vaginale. Lo usava mia zia che scrupolosamente ha attaccato gli adesivi con le miniature dei bebè su sfondo colorato (verde per i giorni non fertili, giallo per i giorni incerti, bianco per i giorni fertili, rosso, ma senza bebè, per i giorni del ciclo), annotando la densità del suo muco vaginale, mese dopo mese, anno dopo anno, fino all’arrivo della menopausa. Ora il libro è passato in eredità a me. Altro che album Panini con le foto dei calciatori!!!

Il libro è attendibile per quello che insegna sul muco, meno attendibile per quello che dice su preservativo e altri metodi contraccettivi, ma insomma, è pur sempre un libro delle paoline, non si può pretendere troppo. Poi magari nell’edizione attualmente in commercio hanno corretto le baggianate. Il regalo perfetto per la coppia di sposi, se si tratta di una coppia di uomini gay ancora meglio.

Intervista a Giulio Mozzi

{di Alessandro Romeo}

Giulio Mozzi è scrittore, consulente editoriale per Einaudi Stile Libero, cofondatore di Vibrisselibri, “collaboratore amichevole” della neonata casa editrice Laurana, e un bel po’ di altre cose che potete scoprire sulla pagina della sua biografia. L’ho intervistato e abbiamo parlato di diverse cose: queste.

Come lettore, cosa ti annoia?

Mi annoiano in genere le cose “ben fatte”, così “ben fatte” che, mentre le leggo, vedo tutto il loro funzionamento. Le cose brutte o mal fatte, invece, mi disgustano. Ma può capitare che una cosa disgustosa presenti qualcosa d’interessante. Le cose “ben fatte”, invece, come le persone “per bene”, sono per l’appunto noiosette. Sarà che sono oppositivo di carattere; ma quando un romanzo fa (consapevolmente, e per bene) tutto quello che deve fare per sedurmi, non mi seduce. Approfondisci