Ricerca tra le righe

Oggi, mercoledì 24 novembre, alle 16.00, andate alla Biblioteca di Lettere del Rettorato, in via Po 17, a Torino. C’è il vernissage (parola francese che vuol dire “sse magna aggratis”) di “Ricerca tra le righe“, una mostra d’arte contemporanea sul tema della ricerca, con opere di Eva Frapiccini, auroraMeccanica, Leslie Farina e Alessandro Gioiello organizzata da alcune studentesse del DAMS. Vale la pena, perché gli artisti sono veri artisti (non l’amica giù di corda che fa foto alle rotaie!), le organizzatrici sono in gamba e tutto il progetto nasce dall’esigenza di riconsiderare l’università anche nella sua funzione pratica.

Vi siete già dimenticati l’appuntamento? Oggi, 24 novembre, ore 16 alla Biblioteca di Lettere c/o Rettorato, via Po 17, Torino.

No perché a volte studi storia dell’arte sui libri e ti viene il dubbio che la storia dell’arte contemporanea sia finita giusto l’anno in cui sei nato tu. Che sfiga, eh. Mica te l’avevano detto, i tutor…

numero 38

L’editoriale, di Alessandro Romeo

Gianni Morandi si chiama in realtà Gian Luigi Morandi ed è nato a Monghidoro nel 1944. La prima metà degli anni Sessanta è bella: firma i primi contratti e vince il Cantagiro; la seconda metà è brutta: gli muore la sua prima figlia e deve partire per il militare. I Settanta lo vedono in crisi, mentre gli Ottanta lo vedono recuperare terreno grazie a Si può dare di più. Nei Novanta c’è la vera consacrazione, con il tour del 1996, e Gianni diventa un mito, un intellettuale, un santo. Grazie a un giro di conoscenze di cui non possiamo dirvi di più, abbiamo i titoli di alcuni brani del disco che uscirà immediatamente dopo il prossimo Festival di Sanremo (presentato proprio da Gianni, insieme a Belen e alla Canalis): Sul «Giorno della iena» (Porcelluzzi-Mogol), Micronarrativa (Maggiolo-Pacifico), La posta di Loretta (di McJagger-Jagger) e La madonna nera (Chiamenti-Fossati). Conosciamo anche la copertina: uno strepitoso lavoro di Teresa Herrador, giovane e bravissima illustratrice valenciana. Una curiosità su Morandi? Be’, è vegetariano. Ciò comunque non toglie che si ingozzi di merda.
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Pop-Up Magazine, una rivista dal vivo

{di Matteo Scandolin}

Alcune settimane fa navigavo per internet, tra un sito di letteratura e una rivista online, quando sono incappato in Pop-Up Magazine. È diversa da qualsiasi altra cosa io conosca: «Pop-Up Magazine è la prima rivista al mondo dal vivo, create per un palco, uno schermo, e un pubblico. Non ci sono contenuti che arriveranno nella tua casella postale; nessun contenuto sarà messo online. Un numero esiste soltanto una notte, in un posto».

Così ho chiesto a Douglas McGray, il direttore editoriale, alcune domande riguardo la rivista e le loro esperienze, ed è venuta fuori questa intervista. (Douglas, oltre a Pop-Up Magazine, scrive per il New Yorker, per il New York Times Magazine, Atlantic Monthly.) Approfondisci

Clandestina

Clandestina è un’antologia a tema, curata da Enrico Piscitelli e Federico Di Vita (qui trovate un’intervista). Dentro ci trovate illustrazioni, racconti, un pezzetto di work in progress, un sonetto: insomma, un mucchio di roba. Tra gli altri ci sono pure i racconti dei “nostri” Buratti, Romeo e Montanaro. I desegni sono di Sara Pavan.

Il libro è ordinabile online già da qualche settimana e tra qualche giorno sarà in tutte le librerie. La casa editrice è Effequ. Il prezzo 13 euro.

intervista a carlo d’amicis

{di Marco Montanaro}

Canio Spinato, detto u diavelucchie, materano di nascita, milanesissimo d’adozione, ha una sola ossessione: far ridere. Far ridere per piacere, poiché al piacere è correlata l’illusione di «potersele fare tutte». Ma anche tutti: il piacere, come verbo e sostantivo, non conosce limiti di genere, in fondo. Canio è affetto da una sindrome piuttosto comune in quello che in La battuta perfetta (minimum fax) l’autore Carlo D’Amicis dipinge come il paese di Joker (in senso batmaniano, ovvio). Tutti lì a ridere e a sbracarsi, come dopo un lunghissimo inverno a scuola. E la scuola, se si parla di tv, è la Rai delle origini. Frigida nei suoi intenti pedagogici, accoglie Filippo Spinato, padre di Canio, negli anni del boom economico. Filippo che, per dirne una, compra casa da Andreotti, salvo poi scoprire che potrà prenderne possesso solo alla morte del Divo Giulio.
La battuta perfetta è un romanzo crudo. Si ride, eh. Però poi la narrazione scava, perché grazie a Dio D’Amicis non racconta l’epoca berlusconiana per farci indignare, ch’è un giochetto fin troppo facile. C’è un’indagine antropologica, forse storica, su un certo tipo di umanità. Certo è che ti ritrovi a pensare se non sei diventato un po’ di plastica anche tu. Ecco, prendetelo come un romanzo storico, se preferite, se riuscite a mandar giù le continue citazioni dei programmi con cui siete cresciuti e le apparizioni di personaggi a voi prossimi. Con tutta probabilità, il senso di fastidio che proverete in fondo allo stomaco potrebbe avere a che fare con quel liquido verde nell’illustrazione di copertina di Alessandro Gottardo. Approfondisci