Siamo tutti cowboy

NF0900_headtotoeCowboy

C’è un amore che non muore mai, canterebbe l’ultimo Francesco Bianconi, soprattutto in questa nostra periferia dell’Impero. Ed è l’amore per il West. Per il lontano, antico, sognato e mai posseduto Far West. Una nostalgia (del tutto immaginaria) per le cavalcate solitarie nei deserti dell’Arizona: uomini taciturni dal grilletto facile, mezzogiorni di fuoco, lunghi silenzi. Sguardi sospesi nell’aria immobile.
È curioso notare come alcune tra le più interessanti personalità artistiche di questo inizio millennio si rifacciano in varia misura al mito della fondazione americana: Clint Eastwood è a pieno diritto il padre dei moderni cowboy, ma che dire di Cormac McCarthy? E, per calarci nel mainstream, riuscireste ad immaginare Johnny Depp senza cappello e baffetto chicano? Pensate a Dead man di Jim Jarmusch. Oppure, per variare le geografie, ad alcuni film di Wim Wenders. E l’ultimo album dei Baustelle, I mistici dell’Occidente, non esisterebbe senza il contributo essenziale delle colonne sonore di Sergio Leone. Cosa sarebbe Cinecittà senza Ennio Morricone? Cosa perderebbe la storia del nostro cinema se non fosse mai esistito Gian Maria Volonté? Approfondisci

La prima lezione

ore 7 e 40
Solo adesso mi rendo conto di quanto sia piccolo il mio bagno. Lo specchio è minuscolo, nascosto da una lampada ingombrante e dalle foto minimaliste scattate da Dario. Anche in piedi sullo sgabellino, riesco a vedere solo pezzi di me. Fotogrammi sparsi di un corpo di cui avevo perso memoria. Spalle un po’ cadenti e rotoli all’altezza della vita. In questo equilibrio precario la faccia non riesco proprio a vederla, e forse e meglio così. Mi dico che la colpa è tutta di questa tutina bianca, che mi fascia tutta e mi fa sembrare un pupazzo di neve. Perché l’ho presa proprio bianca?
Approfondisci

Initials B. Bianchi

Da questo mese su Linus non ci saranno più le rubriche di Matteo B. Bianchi, cioè Shorts (recensioni) e Laboratorio Esordienti (racconti). In tutta questa vicenda c’è un colpevole, l’editore di Linus, ma per i dettagli rimandiamo al blog di Matteo.

tinaOra. Noi non possiamo dire di conoscere Matteo: è capitato che fossimo nello stesso posto alla stessa ora e che ci scambiassimo un paio di mail, niente di più. Il fatto, però, è che lui fa le stesse cose che facciamo noi, solo che meglio e più in grande. E sapere che ora, per colpa di qualcuno, non può più farle è come andare alla partita del vostro fratellone e scoprire che è seduto in panchina. È lì, è sempre lui, è sempre bravo, sorride, però puttanazza miseria.

Fumetti disegnati male & Spyro

cop6

Ormai, anche chi non ha mai letto fumetti d’autore prima d’ora, sa chi è Gipi. Avrete sicuramente visto i suoi disegni tra le pagine di Internazionale o di Repubblica. Magari avete anche comprato il suo libro “LMVDM” (acronimo di “La Mia Vita Disegnata Male”) che uscì inizialmente proprio in allegato a Internazionale. Magari però non sapete che l’invenzione dei fumetti disegnati male non spetta a lui bensì al gruppo “FDM” (“Fumetti Disegnati Male” appunto) capeggiato da Emiliano Mattioli. Tra i diversi autori che hanno collaborato alla rivista mi preme parlarvi di Spyro. Approfondisci

numero 33

L’editoriale, di Alessandro Romeo

33David Openshaw ha immerso la gamba destra nel ghiaccio a secco per farsela amputare (dall’età di quattro anni aveva deciso che non gli piaceva), a Scaraborough c’è un gabbiano che sopravvive con una freccia infilata nel cervello, Andriej Ivanov e Maria Petrova dovevano ammazzarsi e invece si sposano, ad Artyom Sidorkin è stato trovato un abete di cinque centimetri nei polmoni, una signora napoletana ha cambiato il codice a barre di un lcd con quello di un sedano sperando di riuscire a pagare il televisore 39 centesimi, Goran Tunjic è morto in campo durante una partita di calcio ed è stato ammonito per simulazione, Matteo Scandolin ci parla di Objectified, M. F. Fontefrancesco fa sì che per la prima volta su questo opuscolo si legga il nome di Marx, Loretta Jesus McJagger inaugura la posta del cuore, Terry Boligol caga madido, i Polaroid ci fanno saltellare sui divani, quel talento pazzesco di Gustavo Rubini disegna per noi la meraviglia che trovate sul retro. Tutto questo succede a maggio, mentre fuori continua a piovere.